Delitto e Castigo, Fedor Dostoevskij
TITOLO: Преступление и наказание (Prestuplénie i nakazànie)
EDITORE: Feltrinelli
GENERE: Romanzo
PREZZO: 13,00 Euro
Anni fa comprai in un mercatino dell'usato un volume di questo libro della linea economica Rizzoli; dopo averlo lasciato per anni su uno scaffale e dopo aver da poco abbattuto il muro tra me e la letteratura russa ho deciso di riprenderlo e buttarmi nell'impresa.
La lettura non scorreva... per nulla... dovevo rileggere frasi e pagine più volte per poter comprenderne appieno il significato e per riuscire a raccapezzarmi e collegare tutte quelle subordinate!!
Alla fine del primo libro mi sono detta basta. Avevo il dubbio che potesse essere la traduzione il motivo del mio sconforto (fatta da Silvio Polledro,1951) così mi sono intrufolata con il volume in una libreria e ho cominciato a confrontare un pò di passi da varie versioni ed effettivamente le trasposizioni più recenti erano scorrevoli e meno artificiose. Mi sono decisa a ricomprarlo e la mia scelta è caduta nell'edizione Feltrinelli, che vedete nell'immagine, per due ragioni: nel 2013 Damiano Rebecchini con questa traduzione vinse il premio Italia-Russia e poi perchè mi sono lasciata affascinare dalla foto in copertina di Lewis Payne (condannato a morte in America per aver preso parte alla cospirazione che portò la morte di Abramo Lincoln).
Tornata a casa quindi ho subito ripreso dalla prima pagina e .....non me ne sono pentita.
Delitto e Castigo è senz'altro uno dei libri più belli che io abbia mai letto.
Nono romanzo dell'autore pubblicato a puntate in un giornale russo nel 1866, sebbene fosse stato scritto un anno prima, fù il frutto di un periodo della sua vita particolarmente doloroso per via della morte del fratello e della moglie e dei numerosi debiti accumulati che non gli consentirono di ritagliare tempo da dare la scrittura.
A differenza di altri romanzi letti che avevano lo stesso tipo di pubblicazione, come per esempio "Il Circolo Pickwick", in questo si nota subito la stesura completa anteriore alla pubblicazione che bandisce la frammentarietà e la semi-indipendenza tra capitoli.
Riportando le stesse parole di Dostoevskij il romanzo " è il resoconto psicologico di un delitto" perpetrato da un ragazzo, ex-studente, che a causa della sua povertà e di alcune sue tesi, accentuate dalla sua instabilità psicologica, decide di assassinare la sua usuraia per poter uscire da quella situazione e fare grandi cose con l'opportunità che si era creato.
Ai primi di luglio, dopo giornate caldissime,verso sera, un giovane uscì del buco che aveva in subaffitto nel vicolo S. e a passi lenti, come se fosse indeciso, si diresse verso il ponte K.Il giovane è Rodion Romanovic Raskòl'nicov e la città Pietroburgo; Il cognome è riconducibile al termine russo raskol ossia diviso-scisso per nulla casuale dal momento che Rodia vive una profonda crisi di identità che verrà approfondita per tutta la durata del libro.
Essenzialmente la sua domanda amletica riguarda la natura del suo essere: appartiene alla categoria dei pidocchi della società (come lui sesso li chiama) oppure è un Napoleone (riconducibile alla figura dell'oltreuomo di Nietzsche)?
Dostoevskij. raccoglie in Raskòl'nicov alcune delle caratteristiche dei giovani intellettuali russi che, in quel periodo, vivevano la nascita della corrente nichilista con lo scopo di mostrarne le teorie estreme e il razionalismo esasperato, la sua denuncia a questa corrente si fa palese con la resa del protagonista alla vita.
"Per la prima volta dinnanzi a noi è descritto il nichilista sventurato,il nichilista che soffre in modo profondamente umano (...). L'autore ha colto il nichilismo al colmo del suo sviluppo (...). mostrare come nell'animo di un uomo lottano vita e teoria (...), e mostrare che è la vita a riportare la vittoria- Questo era l'obiettivo del romanzo" Nikolaj StrachovCiò che rende il personaggio attuale e unico è la voglia e il desiderio di agire, di cambiare la società sempre al di sotto delle aspettative e la frustrazione di non avere nè mezzi nè potere per farlo. Frustrazione che si accumula non sapendo cosa poter fare di più che lasciare qualche spicciolo ad una famiglia in stato di indigenza o aiutare una ragazza molestata per strada, gesti nobili ma pur sempre inutili per cambiare il grande schema delle cose.
Nel romanzo egli interpreta sia l'eroe che l'antagonista poiché l'unica cosa contro cui combatte è se stesso, la sua vigliaccheria o impotenza umana. Da questa profonda "ansia da prestazione", creata in parte dal'empatia del protagonista verso il prossimo, e dalla forte responsabilità, che sentiva verso la società e la sua famiglia, è scaturito il suo isolamento e ,quindi, il peggiorarsi del suo stato di "depressione".
Nell'usuraia personificava tutto ciò che si frapponeva tra lui e l'acquisizione dei mezzi da porre ad una buona causa e tutta la rabbia e la frustrazione accumulata nel tempo.
E' interessante vedere il suo modo di relazionarsi con Vrazumichin ( da razum, in russo intelletto o buonsenso) suo ex compagno di università , uno dei pochi amici che si permette di avere e con cui cerca di instaurare numerose volte contatti umani per poi ripensarci subito dopo e tornare al suo isolamento.
Proprio da quest'ultimo alla fine del libro verremo a sapere che in precedenza, nel periodo universitario, Rodion aveva compiuto atti eroici salvando una famiglia da un incendio e aiutando economicamente un'altra nonostante le sue umili condizioni.
Uno dei personaggi comprimari che mi hanno più affascinanti è Arkadij Ivanovic Svidrigajlov; Uomo ambiguo che alterna azioni caritatevoli ad altre deplorevoli, una persona profondamente infelice che si pente e prova dolore per i suoi peccati ma nonostante ciò non smette di cedervi.
Altro peccatore pentito, ma non redento, è Marmeladov l'ubriacone, padre di Sof'ja e conosciuto da Raskòl'nicov in un bar.
Entrambi questi personaggi, legati dal fatto di essere peccatori non redenti e di avere identico epilogo nel libro, mi hanno portato a credere che Dostoevskij (estremamente credente) abbia volto inserirli proprio per paragonarli al protagonista, peccatore rinato, o che comunque la loro fine sia speculare a quella toccata a Rodion.
Infine come non parlare di Katerina Ivanovna Marmeladova regale e indebolita dalla malattia, legata disperatamente al proprio passato nobiliare; vederla apparire durante il romanzo fa lo stesso effetto che potrebbe fare la vista di una nave che affonda.. impaurisce e ammalia, non si riesce a staccare gli occhi... una piccola metafora della caduta dell'aristocrazia che di li a qualche anno si sarebbe compiuta.
Il motivo per cui fu chiamato romanzo polifonico è palese; Le voci dei personaggi si completano non accavallandosi mai e dando uno sfondo variegato e di spessore al protagonista.
Per quanto riguarda particolarità stilistiche lo scrittore usa una forma narrativa ibrida, una novità per l'epoca, che alterna passaggi in terza persona a stralci di pensieri in prima persona; da un punto di vista organizzativo invece il romanzo è composto da 6 parti, a loro volta formate dai cinque ai sette capitoli, più un epilogo.
Pasolini diede un'originale interpretazione dell'opera asserendo che Raskòl'nicov fosse affetto dal complesso di Edipo considerando le mancate pulsioni sessuali per Sof'ja e la sua precedente fidanzata e la tendenza al sadismo; comportamenti che abbandonerà dopo aver riabbracciato la vita effettivamente avvenuta dopo la morte della madre. Sempre secondo questa tesi Dostoevskij avrebbe anticipato i pensieri di ben tre intellettuali vissuti dopo di lui come l'oltreuomo di Nietszche, il modello di scrittura di Kafka e gli studi psicologici di Freud... Un punto di vista sicuramente unico e originale ma che non sono convinta rispecchi l'opera in pieno.
Non posso dire che la lettura scorra veloce e leggera perchè gli argomenti trattati sono importanti e scritti con grande accuratezza, i personaggi delineati e descritti magistralmente (forse il meno descritto fisicamente è Raskòl'nicov) ma è una lettura che non può fare altro che arricchire il bagaglio culturale di chiunque, dagli adolescenti alle persone già adulte.
Numerosi artisti ispirati dall'opera hanno riportato nel proprio campo il capolavoro di Dostoevskij come in svariati film di Woody Allen (Match Point, Crimini e misfatti,Sogni e delitti, Irrational man), o"Diario di un ladro" di Bresson, Taxi Driver di Scorsese, "Nodo alla gola" di Hitchcock;
una serie di manga di Naoyuki Ochiai; una mostra di dipinti contro la pena di morte al museo d'Orsay; un dramma lirico di Pedrollo e Forzano.
Un classico che ha come nocciolo la rinascita e la speranza della felicità ottenuta attraverso un cammino di sofferenza e espiazione che fa presagire a chiunque lo legga un lieto fine nella propria vita, perchè come dice Rebecchini " se c'è speranza per lui, per Raskòl'nicov, allora c'è speranza per tutti noi".
L'autore è subito balzato sul podio dei miei interessi e sono corsa a comprare un altro dei suoi libri... Non vi dico quale..
;)
vi lascio con qualche frase che mi colpito del libro;
a presto..
"la sofferenza, il dolore, sono inevitabili per una coscienza profonda e un cuore sensibile. mi sembra che gli uomini veramente grandi debbano provare una profonda tristezza a questo mondo."
"Dovevo sapere, e saperlo subito, se ero un pidocchio, come tutti, o ero un uomo! (...) Sono una creatura tremante o ho il diritto..."
"(...)una tipica storia dei nostri tempi, un tipico caso di tempi, come questi, in cui il cuore degli uomini è corrotto, in cui la gente dice frasi come"il sangue purifica", in cui la vita viene spacciata per una questione di confort. Ci senti dentro sogni libreschi, un cuore esasperato dalla teoria;"


Commenti
Posta un commento