Il Ballo, Irene Némirovsky


TITOLO: Le Bal
EDITORE: Garzanti
GENERE: Romanzo breve
PREZZO: 1,99 Euro (eBook)

Scritto nel 1928, contemporaneamente alla stesura di David Golder, e pubblicato nel 1930 "Le Bal" è il primo scritto che ho letto della Nèmirovsky. Lungo poco più di 77 pag. era perfetto per avvicinarmi e conoscere una scrittrice che mi affascinava e incuriosiva.
Nata in Ucraina da famiglia ebrea, si trasferirono dapprima a San Pietroburgo e dopo poco in Finlandia per sfuggire ai Soviet, passando per la Svezia arrivarono a Parigi dove si stabilirono definitivamente. Grazie anche a questi spostamenti imparerà a parlare ben 7 lingue (inglese, francese, russo, basco,polacco, finlandese e yiddish); nei suoi scritti farà spesso trasparire il rapporto conflittuale con i suoi genitori, in particolare con la madre (Fanny), come anche la denuncia sullo stile di vita della comunità ebrea tanto da essere accusata di antisemitismo. Si converti al cristianesimo per evitare la deportazione, che avvenne comunque nel 1942; morì ad Auschwitz di tifo un mese dopo esservi arrivata.
Riscoperta da pochi anni grazie alla pubblicazione di "Suite francese", romanzo rimasto incompiuto per via del confinamento nazista, ha lasciato comunque in vari scritti minori la testimonianza della sua bravura.
Proprio in questi ultimi si inserisce il nostro libro che nonostante la brevità racchiude ed esprime con chiarezza i temi a lei più cari. Troviamo nella famiglia Kampf: un padre assente e concentrato unicamente sui suoi investimenti; Rosine una madre egocentrica, superficiale e la cui unica premura è far convergere l'attenzione su di lei; Antoinette la figlia adolescente repressa ed emotivamente abbandonata.

"Potresti anche scomodarti", le gridò, "quando vedi tua madre, bambina mia! No? Hai il didietro incollato alla sedia? Bei modi raffinati... Dov'è Miss Betty?".

Così con la prima frase ci troviamo già catapultati al centro dell'azione: l'organizzazione del ballo che si terrà a casa Kampf, grazie all'inaspettata vittoria in borsa di un'ingente somma, che permetterà alla famiglia l'integrazione nell'ambiente altolocato parigino.
Di tutta la vicenda quello che mi ha dato più da pensare è che Antoinette augura la morte a tutti i personaggi del libro, perfino a se stessa.
Prega che Isabelle (la maestra di piano) muoia per non andare alla lezione; Prega che Miss Betty (la tata) muoia dopo aver scoperto che fosse fidanzata; Prega che i suoi genitori muoiano per le ingiustizie che le fanno vivere; Prega di morire così da punirli per il loro comportamento.
Estremizza emozioni e pensieri, niente di strano per un'adolescente ma la freddezza e la cattiveria con cui agisce nel finale le fanno da ponte per l'età adulta. Una volta avuta la sua vendetta e dopo aver guardato sorridente la madre disperata si sente pronta per spiccare il volo.
Ha metaforicamente ucciso quello che la teneva in gabbia.
Un libro breve ma intenso, consiglio a chiunque di leggerlo anche perchè sia per prezzo che per durata non è impegnativo. Ho già comprato un secondo libricino della Nèmirovsky intitolato "Come le mosche d'autunno"..spero sia all'altezza de "Il Ballo".

P.S.
Due passi inoltre mi hanno fatto tornare alla memoria un ben più noto libro per bambini: Harry Potter.
Mentre leggevo mi sono trovata a sorridere quando ho visto: "(...)lei potrà dormire nella stanza del guardaroba o nel piccolo ripostiglio in fondo al corridoio..." oppure " (...) vai dove ti pare ma non farti vedere né sentire!".
 Nella testa mi ronzava la voce dello zio Vernon... :))))



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